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Premessa sulla normativa vigente

Differenza tra APR e aereomodello

Il mondo dei droni è in costante aggiornamento, e i prezzi di questi ultimi sono scesi drasticamente negli ultimi anni. Questo ha permesso di rendere accessibile ad un’utenza molto più ampia la possibilità di comprare un drone per effettuare aerofotogrammetria, o semplici riprese aeree.

Prima di addentrarci nell’argomento voglio fare una precisazione, che spesso non viene menzionata, creando un sacco di confusione sull’argomento.

La normativa attuale dell’ENAC (Ente Nazionale per L’aviazione Civile) che regolamenta anche i droni, distingue in maniera netta un APR (aeromobile a pilotaggio remoto) da un aeromodello.

In realtà un APR non differisce da un aeromodello nella sostanza, ma nell’utilizzo.

ENAC utilizza le due definizioni per distinguere gli aeromobili utilizzati a scopo professionale dagli aeromobili utilizzati per fini ludici o hobbistici.

Droni classificati come aeromodelli

Se abbiamo intenzione di acquistare un drone per fini ludici o hobbistici non dobbiamo avere un patentino, non dobbiamo effettuare nessuna visita medica, e non dobbiamo nemmeno avere un’assicurazione (anche se fortemente consigliata viste le modiche cifre). Ad ogni modo se vogliamo utilizzare un drone per scopi ludici o sportivi dobbiamo comunque rispettare delle regole:

  • Possono essere utilizzati droni fino a 25 KG
  • L’aeromodello non deve avere a bordo sensori professionali
  • Bisogna tenere una distanza minima di 5 Km dagli aeroporti fuori dalle CTR e CTZ aeroportuali
  • L’altezza massima di volo è di 70 m
  • La distanza massima è di 200 m
  • Non è possibile volare di notte
  • Il drone deve essere sempre visibile dall’operatore

Voglio lasciarti un semplice e divertente video realizzato dalla rivista dronezine che mette a fuoco cosa si può e cosa non si può fare con un drone classificato come aeromodello

Droni classificati come APR

Tutto cambia se vogliamo utilizzare un drone per scopi professionali.

Per scopi professionali si intende anche il semplice scatto di una foto aerea dove viene richiesto un compenso per quest’ultima.

Stiamo parlando in questo caso di un volo con SAPR (Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto).

Nel regolamento ENAC per SAPR viene effettuata una distinzione tra diversi scenari, in particolare tra operazioni critiche e non critiche.

Per operazioni non critiche si intendono le operazioni dove è più remota la possibilità di fare danni a chi sta a terra. Le operazioni non critiche, per definizione, sono quelle in cui non si vola vicino alla gente, alle case, nelle aree congestionate o alle infrastrutture sensibili.

Per operazioni critiche si intende invece quando il volo avviene vicino a case, persone non addette ai lavori, vicino alle infrastrutture sensibili, o non si può dimostrare che ciò non possa avvenire anche accidentalmente in caso di malfunzionamento del drone, allora l’operazione è considerata critica.

Perchè un drone trecentino?

Ed ora arriviamo alla questione, perché operare con un trecentino? Semplice perché la normativa ENAC stabilisce che un drone dal peso inferiore o uguale a 300 grammi e con velocità massima minore o uguale a 60 Km/h, viene classificato come inoffensivo.

Operando con un drone inoffensivo gli scenari critici vengono accumunati a quelli non critici, l’art. 12 comma 5 del regolamento ENAC infatti recita: “Le operazioni specializzate condotte con APR di massa al decollo minore o uguale a 0,3 kg con parti rotanti protette da impatto accidentale e con velocità massima minore o uguale a 60 km/h, fermo restando quanto previsto al comma 2 del presente articolo, sono considerate non critiche in tutti gli scenari operativi. Il pilota, al quale non è richiesto il possesso di un Attestato secondo quanto previsto al successivo art. 21, deve comunque garantire che le operazioni siano svolte in osservanza delle regole di circolazione definite nella Sezione V.”

Riusciamo quindi con un drone inoffensivo a sorvolare centri abitati, persone non addette ai lavori (purchè non in assembramento in quel caso il volo è sempre vietato) restano ovviamente le restrizioni per le zone aeroportuali CTR e CTZ.

Ma non finisce qui, per operare con un drone trecentino non è necessario l’attestato da pilota di APR, ma basta effettuare la procedura sul sito di ENAC per farsi riconoscere come operatore di APR, oltre ovviamente a stipulare un contratto di assicurazione, e applicare una targhetta al drone per il riconoscimento dello stesso, che viene fornita dopo l’iscrizione dal sito D-Flight  https://www.d-flight.it/it/node/46.

Vi lascio di seguito un video divertente ma esaustivo su cos’è un trecentino e cosa si può fare con un trecentino.



Far diventare inoffensivo un DJI Spark

Il DJI Spark è il drone più utilizzato per scopi professionali restando nell’ambito dei trecentini, ma al momento dell’acquisto il suo peso reale è di circa 330 g.

Per poter registrare il nostro drone come drone inoffensivo il suo peso deve essere uguale o inferiore ai 300 grammi, per questo ci sono in vendita online diversi kit di trasformazione che comprendono di solito una nuova cappottina allegerita e dei paraeliche alleggeriti (obbligatori per legge) oltre a tutta la manualistica necessaria a corredo del drone per poter operare in tutta legalità.

Questi kit a volte sono molto onerosi si parla dalle 150 € in su e comprendono di solito tutta la manualistica necessaria oltre a delle guide per poter registrarsi come operatore sul sito dell’ENAC.

Il mio consiglio per risparmiare sull’alleggerimento del vostro drone DJI Spark è quello di registrarvi sul sito www.dronezine.it ad un costo annuo di circa 30 € in questo modo avrete la possibilità di scaricare in maniera gratuita i file di stampa 3D per la cappottina e le eliche alleggerite, che potete farvi stampare da qualsiasi sito online che offre il servizio di stampa 3D.

Sul sito dronezine inoltre possiamo acquistare i manuali necessari per legge al costo di 9.90 €. In questo modo con circa 60/70 € riuscirete ad alleggerire il DJI Spark e non il vostro portafogli!

DJI Spark e aerofotogrammetria

Fatta tutta la premessa del perché operare con un trecentino passiamo alla parte pratica. Può realmente un DJI Spark svolgere operazioni volte alla fotogrammetria?

Si! La risposta è SI, con alcuni accorgimenti.

Un DJi Spark a 30 metri dal terreno riesce ad ottenere un GSD ci circa 1 cm/pix (se non sai cos’è il GSD ti rimando ad un mio precedente articolo https://valentinolaurelli.it/aerofotogrammetria-da-drone/)

Cosa che fa anche un DJI Phantom 3 standard che fino a qualche anno fa era il drone di riferimento per la fascia consumer, infatti la fotocamera per certi versi è molto simile.

Inoltre il DJI Spark permette, avendo un GPS a bordo, la pianificazione delle missioni di volo, cosa indispensabile per eseguire un rilievo aerofotogrammetrico in maniera adeguata. Io in particolare uso l’app Litchi ho scritto un articolo proprio sulla pianificazione di una missione di volo con l’app vi rimando al link

I limiti dello Spark secondo me si evidenziano quando saliamo di quota, e di conseguenza aumenta il GSD, ma questo potrebbe rivelarsi un problema solo se la committenza ha necessità di avere delle precisioni particolari. Nel caso di un rilievo topografico per la creazione di piani quotati, profili e sezioni, il DJI Spark va più che bene.

Nel mio work pack scaricabile dalla Home è possibile vedere un lavoro eseguito con lo Spark con volo a 30 m di altezza, l’accuratezza del rilievo si è attestata sui 4 cm, direi più che sufficiente!

Un altro limite relativo al peso del DJI Spark è che in condizioni di vento potrebbe risultare sicuramente meno stabile rispetto ad un drone come il Phantom 4, ma sinceramente da quando lo utilizzo anche con vento moderato non ho mai avuto grossi problemi, nonostante sia molto piccolo e leggero è davvero notevole la sua stabilità in volo.

Ti invito come al solito, a commentare l’articolo, oltre che a chiedermi precisazioni o semplici consigli sull’argomento.

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